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Gli assistenti civici, favori e controversie

assistenti civici

In questi giorni, si è acceso un nuovo argomento di protesta riguardante il reclutamento di 60.000 assistenti civici, figure coordinate dalla protezione civile per fronteggiare la fase 2 dell’emergenza-coronavirus.

Chi è l’assistente civico?

Quindi, chi sono queste figure? Essi saranno scelti secondo alcuni criteri: disoccupati, precettori di reddito di cittadinanza e precettori di altri sussidi statali; saranno impegnati in questo compito per un massimo di sedici ore settimanali per tre giorni, il tutto su base puramente volontaria.

Chi non è l’assistente civico?

Queste figure avranno il compito di favorire il rispetto delle regole riguardanti il distanziamento sociale, ma non solo: molti hanno come sempre frainteso l’istituzione di questo nuovo organo. Infatti, come ha rassicurato il ministro per gli affari regionali Boccia, principale fautore dell’istituzione di questo nuovo organo, non si tratta di un organo di para-polizia, essi non possono fare contravvenzioni o usare la forza per far rispettare le regole riguardanti il distanziamento sociale.

Il secondo fatto meritevole di attenzione è il seguente: non tutti sono “guardiani dello spritz” o “paladini della mascherina”, nel senso che molti verranno impiegati nei supermercati per contare gli ingressi o rilevare le temperature. Molti verranno impiegati nella consegna di farmaci e per la consegna a domicilio della spesa per le categorie più deboli.

In poche parole: non è una milizia, non sono squadristi, non hanno in dotazione il taser o il manganello e non fanno ronde notturne.

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Il ministro Boccia spiega la funzione dell’assistente civico al TG1

Controversie riguardanti queste figure

Lo scorso week-end si è per l’ennesima volta assistito ad assembramenti eccessivi in molte zone di “movida”. L’assistente civico in quel caso ha il dovere di richiamare all’ordine coloro che non rispettano il distanziamento sociale e far notare eventuali errori ai locali che non rispettano le norme previste dai vari decreti.

Quali sono quindi i contro a questa situazione? Non essendo delle vere e proprie forze dell’ordine, i rischi per questi assistenti civici sono piuttosto elevati, soprattutto riguardo alla chiusura mentale ed alla refrattarietà di alcuni individui alle regole imposte per arginare il contagio da COVID-19, in poche parole potrebbero in alcuni casi essere vittime di eventuali aggressioni.

Quindi cosa fare?

In conclusione si può affermare che questi individui che risponderanno al bando molto probabilmente non lo fanno per fare un dispetto a coloro che magari anche involontariamente dimenticano di alzare la mascherina appena scesi dalla macchina, o a coloro che distano 99,7 centimetri da un’altra persona o a coloro che in totale isolamento da terze persone fumano una sigaretta all’aperto.

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Scena della movida dello scorso week-end

Gli assistenti decidono di rispondere al bando per un ideale che impone loro il rispetto delle regole in una situazione che ha causato e causa tuttora sofferenza a tante tante persone.

Non è quindi necessario reagire in modo scomposto ad un eventuale richiamo da parte di un assistente civico, poiché stanno rendendo un servizio allo Stato nella speranza che una situazione come quella di un paio di mesi fa, non si verifichi più.

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