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Chiara Ferragni, il Denim Day e il “lusso” della psicoterapia

Chiara Ferragni Denim Day

In occasione del Denim Day dello scorso 29 aprile, Chiara Ferragni condivide il trend che impazza su Tik Tok. Ragazze e ragazzi mostrano gli indumenti strappati o gli abiti che indossavano quando hanno subito molestie o abusi.

La fashion blogger, ormai icona del mondo italiano di Instagram, parla lungo di come sia stata colpita e “scioccata” dal coraggio dimostrato in questi video. Inoltre incoraggia a parlare del dolore subito con le autorità, parenti e amici.

Il peso delle parole di Chiara Ferragni

Personaggi del calibro di Chiara Ferragni dovrebbero sapere benissimo come ogni parola detta abbia un peso e come un discorso riguardo temi così fragili sia estremamente complicato.

Una quantità tale che pare quasi essere la normalità. Eppure per Chiara Ferragni non è così. Affronta con coraggio un argomento scomodo che molti preferirebbero mettere da parte pur di evitarlo e le sue parole sono necessarie in un clima di silenzio.

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Però, nonostante la possibilità di audience che possiede, non fa altro che banalizzare il tema. Le sue parole riducono la difficoltà di un trauma che accomuna migliaia di persone a un semplice “Dovete parlarne”.

Lì, con 20 milioni di ascoltatori, Chiara Ferragni non cita dati o pareri di psicologi. Lì, dove centri anti-violenza, associazioni e avvocati si battono per affrontare la realtà, nulla di questo viene detto. La sua unica promessa sembra quella di educare il suo pubblico.

Nelle sue parole tenta di risvegliare le donne, invitarle a parlare, denunciare ciò che hanno affrontato. Poco prima di tutto questo però mostra il video Tik-Tok di un soldato americano, vittima anche lui. Giusto il tempo di qualche storia e se ne dimentica, gli uomini vengono tagliati fuori, esclusi solo perché la minoranza dei casi.

In un discorso di questa ampiezza è necessario riconoscere lo spessore della questione e la gravità della violenza sulle donne compiuta quotidianamente. Viene però troppo spesso trascurata, come in questo caso, la generalizzazione della violenza che non ha preferenze di genere, ma tocca chiunque, dalle donne agli uomini.

Chiara Ferragni

Il “lusso” della psicoterapia

In una delle sue storie più recenti, Chiara Ferragni ritorna sull’argomento e racconta di un incontro con il suo psicoterapista. Ne parla con fare entusiasta, descrivendo come “Un lusso che mi concedo”.

Dopo la banalizzazione di una questione come le molestie sessuali, la fashion blogger ricade in un altro tema spinoso. In un paese come l’Italia, dove la cura della psiche rimane un grande tabù sociale, le sue parole pesano come un macigno.

Se dal suo punto di vista la psicoterapia è un lusso, migliaia o milioni di persone ne dipendono quotidianamente. Le sedute rivestono una necessità che può accompagnare tutta la vita e che non si vorrebbe altro che abbandonare perché ciò significherebbe una libertà personale che non si fa altro che rincorrere.

Altre persone ne ricorrono per capire se stessi, migliorare, raggiungere gradi di consapevolezza che altrimenti sarebbe irraggiungibili o troppo faticosi per una missione solitaria.

Perciò no, la psicoterapia non è un “lusso”, è un diritto.

Una risposta a “Chiara Ferragni, il Denim Day e il “lusso” della psicoterapia”

  1. Dopo questa io farei anche un po’ di polemica sulla raccolta di beneficenza. Non dovete avere proprio nulla di cui parlare se vi riducete a questi livelli.
    È un lusso perché le sedute sono costosissime e pochi possono permettersele, indipendentemente dal fatto che possano essere indispensabili. Nulla di quello che avete scritto ha senso. “Parla degli uomini…ma non parla degli uomini” “chiara ferragni parla della psicoterapia ma è un taboo quindi non dovrebbe” MA CE LA FATE???

I commenti sono chiusi.

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