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I congiunti e altri miti

La conferenza stampa di Giuseppe Conte del 26 aprile e il decreto che ne segue passeranno alla storia per la rivolta che hanno generato.

Ormai famoso elemento della discordia è il termine “congiunti”, contenuto nel testo della legge. In poche ore è diventato l’argomento numero uno nei trend di discussione su Twitter e nei motori di ricerca.

Nonostante legalmente con congiunti si intendano i familiari, ascendenti e discendenti, il dubbio che potesse comprendere anche il/la fidanzat* si è fatto largo velocemente.

La rabbia e la rivolta online ha portato Palazzo Chigi a dichiarare che il termine comprende anche la categoria desiderata. La necessità di un comunicato per specificarlo fa riflettere: era davvero quello che voleva intendere la legge? O è stata ampliata per il volere popolare?

In merito, ci sono diverse questioni da affrontare.

1. Se “congiunti” avesse assunto il suo significato restrittivo, gli italiani avrebbero rispettato il decreto? Avrebbero sfidato la quarantena in versione light per incontrare l’amat*, provati dalla distanza? D’altronde il detto “fatta la legge, trovato l’inganno” deve avere qualche attinenza alla realtà italiana.

2. Il Presidente Conte ha specificato il significato del termine perché lo riteneva tale dall’inizio o perché spaventato dalla reazione degli italiani? Subito dopo la conferenza stampa Matteo Salvini ha pubblicato un tweet dicendosi pronto alla rivolta per il prolungamento della quarantena. Il pericolo perciò era reale. Questo significherebbe che, pur di evitare le conseguenze, lo stato ha sacrificato la sua autorità, piegandosi al popolo. La democrazia non si esprime attraverso chi urla più forte, ma con le decisioni del Parlamento e del Governo.

3. Nel caso in cui Conte avesse allargato il significato di “congiunti”, sarebbe avvenuto prendendo in considerazione il parere scientifico?

4. Le critiche rivolte al decreto prendono in considerazione una presunta gerarchia delle relazioni. Conte è stato accusato di ritenere superiori gli affetti della famiglia piuttosto che le relazioni quotidiane di amici e fidanzat*. I casi non presi in considerazioni sono molteplici, per esempio le coppie non unite da un matrimonio. Proprio a causa di questo, le critiche di tradizionalismo e paternalismo sono state fulminee. In un mondo scosso dalle manifestazioni Lgbt+, dal rifiuto del maschilismo e del vecchio concetto di famiglia, queste distinzioni non sono più accettabili. Infatti in un momento di distanziamento sociale, ogni rapporto è essenziale per ricostruire una sfera affettiva che possa anche solo somigliare alla realtà pre-Covid.

I quesiti rimangono tanti e senza risposta. Le decisioni repentine e non chiare del Governo causano dubbi, troppi. In un momento in cui tutto è in forse, almeno qualche certezza è necessaria.

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