Crea sito

“Il traditore”, eroi o infami?

il traditore

Quest’anno la cerimonia dei David di Donatello si è celebrata in sintonia con le nuove norme anti-COVID, nel senso che un Carlo Conti abbronzatissimo e senza pubblico annunciava i candidati e i vincitori per le varie categorie mentre si trovavano nelle proprie case. In questa edizione ha primeggiato un film in particolare: “Il Traditore”, diretto da Marco Bellocchio, pellicola che narra la storia di Tommaso Buscetta, membro di Cosa Nostra pentito e collaboratore di giustizia.

Questo film ha ricevuto in totale sei riconoscimenti, tra cui Miglior attore protagonista a Pierfrancesco Favino e Miglior attore non protagonista a Luigi lo Cascio (che interpretò Peppino Impastato nel film “I Cento passi”) nel ruolo di Salvatore Contorno, anch’egli pentito e collaboratore di giustizia.

Il Traditore
Da sinistra: Pierfrancesco Favino, Marco Bellocchio e Luigi Lo Cascio

Queste due vittorie sembrano quasi simboliche perché i due migliori attori italiani in carica fino al prossimo anno hanno interpretato in questa pluripremiata pellicola due figure e due personaggi realmente esistiti e piuttosto controversi. Infatti, parlando di Cosa Nostra, facciamo riferimento ad un’organizzazione criminale con un saldo codice d’onore.

Il codice d’onore

Tra le regole non scritte appartenenti a questo codice vi è ad esempio quella del non poter uccidere i bambini e le donne: Peppino di Matteo non sarebbe d’accordo, Santa Puglisi e Francesca Morvillo, moglie di Giovanni Falcone, neppure.

I tre casi citati, è vero, sono sporadici in una chilometrica lista di vittime, ma sono casi che attestano il fatto che questo codice d’onore in realtà, non esiste, o almeno non esiste più. Infatti non esisteva già ai tempi di Buscetta, il quale decise di collaborare con la giustizia proprio a causa della decadenza di questo codice morale.

Il “boss dei due mondi”, come veniva chiamato, è considerato l’infame e il traditore per antonomasia, tanto che il suo cognome è diventato un vero e proprio insulto legato alle sue confessioni che, nel Maxiprocesso di Palermo, portarono alla condanna e all’arresto di centinaia esponenti di Cosa Nostra.

Il Traditore
Aula Bunker dell’Ucciardone durante il Maxiprocesso di Palermo

Il dubbio de “Il traditore”

Quindi la domanda che deve porsi chi vede questo film è la seguente: Buscetta ha fatto bene o ha fatto male a collaborare con la giustizia in modo che i suoi amici e conoscenti finissero in prigione?

C’è da fare una precisazione. Coloro che sono stati arrestati a seguito del Maxiprocesso sono responsabili di centinaia di omicidi, spaccio di droga, racket, estorsione e molti altri atti criminosi ed empi.

C’è anche da dire che colui che si affilia a Cosa Nostra, come lo stesso Buscetta, presta un giuramento. Un giuramento che lega per la vita l’affiliato, un giuramento d’onore, una sorta di “patto di sangue” con delle precise regole, molte delle quali vietano la collaborazione con la giustizia anche per quanto riguarda i membri di clan rivali.

Il Traditore

Questa domanda non può trovare una risposta, poiché le opinioni di coloro che hanno visto questo film sono troppo divergenti. È un quesito che attanaglia il mondo da tempi molto remoti. La differenziazione tra il giusto e lo sbagliato è una delle domande più difficili a cui dare risposta, chiunque può dire che è giusto, ma chiunque può altresì dire “Non si tradiscono gli amici”.

Oltre che dimostrare regia e interpretazioni impeccabili, curate nei minimi dettagli, tanto che nelle scene del Maxiprocesso gli attori dicono le identiche parole dei veri protagonisti di quell’evento, questo film ci pone un dubbio impervio, che non può trovare una vera risposta, anche se del resto, ci si può provare.

Il 23 maggio sarà la giornata mondiale della legalità, istituita per celebrare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, magistrati vittime di Cosa Nostra. Nessuno sta dicendo che affiliarsi a Cosa Nostra sia giusto o onorevole, perché la speranza di tutti è vivere in un mondo senza le Mafie e senza criminalità.

Questo film ci fa capire che fare la cosa giusta a volte può comportare un tradimento, che è moralmente la cosa più disonorevole che esista secondo il codice d’onore mafioso. Ma, in casi estremi come quello di Cosa Nostra e del Maxiprocesso di Palermo, può rivelarsi necessario per assicurare alla giustizia chi lo merita.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: