Crea sito

Kafka e l’indifferenza verso la morte

Kafka

Nel 1915, agli albori della Grande Guerra, Kafka pubblica Le Metamorfosi, il più esemplare e riflessivo tra tutti i suoi scritti. A distanza di 105 anni i suoi pensieri non sono svaniti nel nulla, ma rimangono ben più che attuali e incisivi. Come una premonizione a cui non abbiamo dato ascolto.

Lo scrittore ceco mette in scena la vicenda di Gregor Samsa, un uomo di umili origini che improvvisamente si risveglia sotto forma di un enorme scarafaggio. La sua metamorfosi è repentina e ingiustificata. Lo coglie alla sprovvista, tanto che pensa possa essere solo un sogno. Presa coscienza della difficoltà nei movimenti e nel parlare, ora Gregor deve giustificare la sua forma alla famiglia, che spaventata dai rumori lo attende fuori dalla sua camera.

Kafka
Franz Kafka

Il ribrezzo per la sua forma conduce i familiari a un graduale rifiuto per quello che un tempo era loro figlio. Se ne vogliono sbarazzare e Gregor, ascoltando tutti i loro discorsi, si abbandona a una morte lenta e inesorabile.

In più di un secolo, il testo di Kafka è stato oggetto di molteplici interpretazioni e studi. L’occhio è sempre stato concentrato sul protagonista, la sua presa di coscienza e l’incombente discesa verso l’oblio.

Al contrario di molti, leggendo l’opera, il filosofo ceco Karel Kosik viene colpito dalla figura della sorella del personaggio, Grete Samsa. Stretta da un forte legame con Gregor, sarà lei a prendersene cura, a nutrirlo e a preoccuparsi per la sua condizione. Il suo affetto per il fratello inizia però a incrinarsi. Non lo vede più come un uomo, ma un mostro che non merita altro che indifferenza. Nei suoi confronti diventa permesso ogni tipo di comportamento, ciò che prima era considerato disumano ora è quasi necessario. La violenza rappresenta l’unico mezzo per rapportarsi con un quella creatura.

Come sarebbe spontaneo pensare, la metamorfosi non avviene in Gregor. Il protagonista muta unicamente nell’aspetto. È la famiglia e in particolare la sorella l’oggetto della trasformazione.

Kafka
Karel Kosik

Secondo Karel Kosik, Grete Samsa è la personificazione della calma dell’epoca moderna. Non viene scossa da nulla, nemmeno dalla morte del fratello. Osservando il suo corpo privo di vita, lo guarda come fosse un oggetto e lo calpesta. Ormai la morte ha perso ogni potere terrificante e non riesce a smuovere la tranquillità con cui Grete conduce la sua vita.

Gregor è un semplice spettatore, costretto a osservare passivamente la metamorfosi di tutto il suo mondo. Vittima dell’indifferenza, diventa un semplice numero tra molti. La famiglia se ne preoccupa solo in vista delle previsioni future e del sostentamento economico.

La spinta tragica che condusse Antigone alla morte o per lo meno al tormento, distrutta dalla conoscenza della verità, scompare. Grete conduce la sua vita come se nulla fosse successo, nella banalità della ripetizione del passato. Trascorre una vita fossilizzata in un destino già scritto e sempre uguale, nel quale non si sente costretta ma, anzi, ne è felice.

Illustrazione di copertina: Esse© 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: