Crea sito

La Repubblica e il suo sciopero

Venerdì 24 aprile non si trova alcuna copia de La Repubblica in edicola. La redazione del giornale ha indetto uno sciopero in seguito alla sostituzione di Carlo Verdelli come direttore editoriale. Ma le dinamiche sembrano essere ben più complesse.

Direttore dal 19 febbraio 2019, negli ultimi mesi Verdelli è stato il bersaglio di minacce e di pacchi sospetti. Il 17 aprile un profilo anonimo su Twitter ha pubblicato un elaborato manifesto funebre di Verdelli, nel quale veniva segnalata il 23 aprile come data della sua morte.
Non è la prima volta che viene utilizzato questa data. Infatti circa dieci giorni fa è stata condivisa una finta pagina Wikipedia del giornalista e ricorreva con lo stesso significato il 23 aprile.

Carlo Verdelli. Fonte: Twitter


In seguito alle numerose minacce, da circa un mese il Viminale ha deciso di conferire al direttore de La Repubblica una scorta. La solidarietà nei suoi confronti non è mancata. Infatti Articoli 21 e Fnsi hanno lanciato una campagna di sostegno su Twitter con gli hashtag #iostoconverdelli e #antifascistisempre. Al movimento hanno aderito alcune delle più grandi firme del giornalismo italiano come Gad Lerner, Massimo Giannini ed Ezio Mauro.

Lo sciopero


Exor, la società controllata dalla famiglia Agnelli e Elkann, possiede il 43,7% del gruppo editoriale Gedi, proprietario di Repubblica. Negli ultimi giorni attraverso la società Giano Holding ha raggiunto il 60,9% delle azioni del gruppo.
La nuova direzione ha deciso di mettere in atto un cambiamento radicale, sostituendo Verdelli con Maurizio Molinari, e intervenendo sulle direzioni de La Stampa e Huffington Post.

John Elkann. Fonte: Twitter


La redazione di Repubblica ha indetto il suo sciopero dopo una lunga assemblea. Il motivo risiede nella solidarietà al suo direttore, allontanato nel giorno più delicato possibile, il 23 aprile. La concomitanza tra la data citata dalle minacce e i cambiamenti interni non è passata inosservata ai giornalisti. Il timore riguarda anche un cambiamento della linea editoriale, puntando sulla massima produttività e sulla possibilità di numerosi licenziamenti tra i redattori.
In un momento storico messo in ginocchio da una pandemia globale e dall’avanzata dei gruppi neofascisti, nel giornale c’è paura e spaesamento.


L’ormai ex direttore Verdelli ha scritto una lettera ai suoi lettori, nella quale augura buon lavoro al suo successore. Il giornalista chiude con una frase per il 25 aprile, mostrando tutta la sua integrità: “Partigiani si nasce, e non si smette di esserlo”.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: