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La sinistra ai tempi del coronavirus

I vecchi valori

Dalla scoperta del paziente 1, la sinistra deve affrontare un nemico invisibile e imprevedibile. A capo del governo, per i partiti della coalizione sarebbe potuta essere un’occasione imperdibile grazie alla quale dimostrare la propria forza, credibilità ed efficacia sul territorio.

Eppure, con un fronte compatto e comune si è scagliata dritta verso il precipizio. Lo stesso Salvini con le sue proposte si trasforma magicamente in Bertinotti a confronto del Pd.

Già incrinata e in bilico, la credibilità della sinistra si è frantumata ai piedi dei suoi stessi valori, increduli di fronte alle gesta spettacolari tra un video social e un spot.

Nel capoluogo lombardo, città metamorfica e capace di riaffiorare dalla propria follia in pochi giorni, Beppe Sala scaglia un fendente ai valori della sinistra storica. Lo spot virale di #Milanononsiferma farebbe rabbrividire chiunque fosse iscritto al Pds prima del 1994.

Inno del lavoro stakanovista privo di ogni valore, rappresentazione di un trittico di vita tra ape, cenetta e fitness. Immagini di luoghi comuni si susseguono, alla stregua di un filmato elettorale dei tempi di Berlusconi.

Lo stesso segretario Zingaretti è venuto in settimana a Milano per supportare l’iniziativa del sindaco, imitato in varie città come Bergamo e Ferrara. E questo rende più chiara la questione fondamentale: possiamo accettare dalla sinistra di oggi un video simile? cosa avrebbero pensato i loro “compagni” di vent’anni fa?

I nuovi valori

È inutile comparare l’azione politica dell’universo post-Rutelli con la macchina comunista della Prima Repubblica. Allo stesso tempo però non sono mai stati in discussione i principi su cui il fronte di sinistra pone le sue basi.

L’importanza dei lavoratori, la loro dignità, il popolo prima dello stato e del denaro. Il dubbio serpeggia ormai da lungo tempo nel Nazareno, invadendo Palazzo Marino e tramutandolo nel simbolo economico-finanziario della città che rappresenta.

L’impresa molto discussa di Renzi con l’articolo 18 e il Jobs Act ha dato vita a una possibilità ancora più pericolosa del trasformismo: la legittimazione, la possibilità di professarsi di sinistra e agire sullo stampo dei presunti nemici.

Un doppiogiochismo beffardo e autolesionista, di cui nelle ultime settimane non ci si preoccupa nemmeno più di oscurare. Tutto è alla luce del sole e l’elettore ci sprofonda: l’anziano e il giovane con l’ideale pugno in alto hanno ora come nuovo obiettivo della vita una finanziaria favorevole al mercato.

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