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Ministro Bonafede, che cosa sta succedendo?

Ministro Bonafede

In queste ore il Senato sta votando la sfiducia nei confronti del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, esponente del Movimento Cinque Stelle. Di lui si è molto sentito parlare ultimamente e le polemiche non sono mancate. Ma per quale motivo è al centro di questa bufera politica e mediatica?

Il caso Di Matteo

Tutto è scoppiato nello studio televisivo di Non è l’Arena di Massimo Giletti. Dopo le recenti dimissioni Francesco Basentini da capo del DAP, il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria che gestisce le carceri, molti hanno accostato il nome del magistrato Di Matteo a quel ruolo.

Sotto scorta dal 1993, Di Matteo ha lavorato sul legame Stato-mafia e ora è consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura. Interpellato da Giletti subito dopo, Di Matteo racconta di un avvenimento accaduto due anni prima. Il Ministro della Giustizia Bonafede gli offrì il ruolo di capo del DAP e il magistrato chiese 48 ore per dare la risposta. La notizia di questa proposta si sparse tra le carceri e alcuni boss mafiosi, legati anche a Giuseppe Graviano, si lamentarono della scelta e della durezza di Di Matteo.

Incontrando Bonafede per accettare il lavoro, il Ministro gli riferì di averci ripensato ed aver trovato una carica che fosse più consona per il suo ruolo: direttori generale degli Affari Penali, definito da Di Matteo un ruolo di “Sott’ordine”.

Lo scandalo Bonafede

Da quel momento, una bufera si è schiantata contro il Ministro. Giletti si è subito collegato telefonicamente con lui, che prontamente ha smentito e ritrattato la versione di Di Matteo.

Le polemiche sono state numerose, in particolare a causa del fatto che, nell’ultima gestione del DAP durante la pandemia, molti boss mafiosi sono riusciti a ottenere i domiciliari, gettando al vento il lavoro di anni.

La questione ha determinato una forte spaccatura nel Movimento Cinque Stelle. I membri del Consiglio Superiore della Magistratura nominati dal partito hanno difeso il Ministro, ribadendo a Di Matteo il suo ruolo di consigliere, che dovrebbe “Più di chiunque altro osservare continenza e cautela nell’esprimere le proprie opinioni, proprio per evitare di alimentare speculazioni e strumentalizzazioni”.

Esponenti del partito hanno difeso Bonafede, mentre altri, come il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, si sono espressi a favore di Di Matteo.

Ministro Bonafede
Riunione in Senato per la mozione di sfiducia al Ministro Bonafede

La mozione di sfiducia

Con l’esplosione dello scandalo, le opposizioni non hanno perso l’occasione per chiedere le dimissioni del Ministro Bonafede. Al Senato è stata presentata una mozione di sfiducia nei suoi confronti e questa mattina l’aula si è riunita per decidere il futuro del politico.

L’importanza della questione rivela una possibile fragilità che potrebbe presentarsi in Parlamento. Il comportamento di Italia Viva deciderà il risultato della votazione e non solo. Infatti se il partito di Matteo Renzi si schierasse contro il governo, la sua scelta definirebbe una perdita di potere (e in particolare di voti) per l’esecutivo.

La compagine di Conte si troverebbe privata di un’altra forza politica, smembrata nella sua maggioranza, in uno dei momenti più difficili per la storia d’Italia. La decisione di Italia Viva definirà il loro comportamento e la loro scelta tra l’interesse politico personale o l’interesse nazionale in un momento di crisi.

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