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La politica delle donne conquista la Fase 2

Le donne del governo di Sanna Marin

Mentre l’Istat comunica che, durante il periodo di lockdown, le chiamate al numero anti-violenza sono aumentate del 73% rispetto al 2019, la politica delle donne sconfigge il coronavirus. A capo dei loro rispettivi paesi, sono state in grado di organizzare un sistema efficiente e umano, mettendo in ombra le strategia dei premier alleati.

La cancelliera tedesca Angela Merkel

A partire dalla Germania, Angela Merkel ha anticipato gli stati confinanti. Con tamponi a tappeto dall’inizio di gennaio, ha limitato il diffondersi il virus. L’ormai storica cancelliera, a capo della Germania dal 2005, non ha perso l’occasione per dimostrare la sua abilità.

In Finlandia, con il suo governo di quasi tutte donne, Sanna Marin ha trasformato la capitale Helsinki in zona rossa, evitando che il virus si diffondesse al resto del paese. Nella vicina Norvegia la premier Erna Solberg guida il primo paese che, secondo la BBC, uscirà dalla crisi economica causata dal Covid.

Dall’altra parte del pianeta Taiwan spicca come esempio dell’eccellenza. La premier Tsai Ing Wen ha dovuto difendersi dalle menzogne della Cina e dalla sua aggressività politica e diplomatica. In tutto questo è stata in grado di cogliere la verità della situazione, nonostante fosse avvolta da un alone volontario di mistero. Accompagnata da Chen Chien-jen, famoso virologo che ha lottato contro la Sars, ha introdotto ben 124 misure restrittive già da gennaio, quando sia l’Oms che la Cina decantavano l’efficienza del contenimento a Wuhan.

La loro impresa non va considerata il pagamento del pegno per poter accedere al mondo della politica. Infatti già da lungo tempo le donne sono presenti in governi e parlamenti. Eppure è ora che hanno sferrato lo schiaffo decisivo agli uomini, dimostrando di non stare “un passo indietro”, ma di essere uguali.

Basti pensare al passato e alla figura di Nilde Iotti. Esponente del Partito Comunista, divenne nel 1976 la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati e vi rimase fino al 1992, detenendo fin d’ora il record. La sua intelligenza e passione hanno sempre lasciato il segno nel Partito. Però questo non è stato sufficiente. Vent’anni dopo la sua morte, Libero la ricorda come «Una bella emiliana simpatica e prosperosa, grande in cucina e grande a letto. Il massimo che in Emilia si chiede a una donna».

Nilde Iotti, esponente del PCI ed ex-presidentessa della Camera

Lo sguardo non è mai rivolto verso le attività, le imprese straordinarie o gli obiettivi raggiunti, ma solo e unicamente al sesso di appartenenza. Questa differenza sembra corrispondere a un divario naturale che, per molti, costituisce una giustificazione naturale di inferiorità, incapacità o automatica svalutazione, chiamando in carica la fortuna o gli uomini che in realtà che hanno sempre detto loro cosa fare.

Fin dai tempi antichi la donna è stata esclusa dalla politica. Anche nella contemporaneità un filosofo del calibro di Massimo Cacciari ha esposto come, secondo lui, le donne non siano fatte per la politica. L’ex-sindaco di Venezia descrive come posseggano uno spirito innato alla maternità, portandole a considerare lo Stato un figlio d’accudire. Secondo Cacciari questo istinto materno genera una cura eccessiva, irrazionalità nelle scelte e mancanza di oggettività.

La pandemia da Covid-19 ha ribaltato la realtà, facendo affiorare ciò che è sempre stato lì inascoltato. Le dinamiche politiche della forza e della violenza hanno fatto il loro tempo. Le dimostrazioni della loro inefficienza sono state troppe per sopportarne ancora le distruzioni e le sofferenze. Al contrario di ciò che possa pensare Massimo Cacciari, sarà quando ciascuno di noi apprenderà quella cura e sentirà lo Stato come parte della propria essenza che verranno spazzati via l’indifferenza e la pura strategia di oggi, lasciando spazio a un amore razionale, alla preoccupazione per la salute di qualcosa di cui noi siamo solo una piccola parte.

Forse non siamo ancora pronti oggi, ma per lo meno il mondo ha iniziato ad aprire gli occhi e a vedere la realtà in quanto tale.

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