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Politica e religione, un conflitto millenario

religione

Molti noti esponenti della politica italiana inseriscono nei loro discorsi riferimenti alla religione, come ad esempio l’intervento di Mariastella Gelmini (Forza Italia) in Parlamento il 21 aprile scorso, in cui l’ex Ministra dell’istruzione citò alcune parole di Papa Francesco.

Molti si chiedono se questa apparente devozione sia una mossa per attirare più elettori o se sia davvero una ferma credenza atta a portare l’Italia a un governo che si rifaccia ai modelli e ai dogmi religiosi.

Questo continuo miscelamento di religione e politica purtroppo ci riporta ad un capitolo piuttosto buio della storia. Un capitolo che anche molti devoti cattolici non conoscono, la Santa inquisizione.

Viaggio nel passato

Per spiegare questi avvenimenti, è il caso di ricordare alcune pilloline storiche: nel 1517 Martin Lutero affisse le sue 95 tesi alla porta della cattedrale di Wittenberg. Da quel momento si parla di Riforma Protestante, una sorta di movimento religioso di indignazione e distaccamento dalla corrotta Chiesa Cattolica, la quale si arricchiva sulle spalle dell’ignoranza dei cittadini tramite la riscossione delle “indulgenze” ed altri escamotage per estorcere denaro o beni. A quel tempo per altro i chierici cattolici vivevano come veri e propri principi, in sfarzosi palazzi in compagnia di svariate concubine, cosa che ovviamente i dogmi cattolici in via teorica non tolleravano.

Ferdinand Pauwels
Martin Lutero affigge le 95 tesi alla cattedrale di Wittenberg
1872

Con il Concilio di Trento alla fine del 500, inizia la cosiddetta Controriforma, un processo che condannava qualunque forma di opposizione alla Chiesa Cattolica e al papato. Proprio in quegli anni avvenne la creazione del Tribunale del Sant’Ufficio, meglio conosciuto come Santa Inquisizione (1542), un’entità religiosa che si occupava di torturare e condannare al rogo coloro che avevano l’ardire di opporsi ai corrotti dogmi cattolici imposti dalla Chiesa di allora.

I roghi dei libri

Cosa diffondevano queste ideologie “eretiche”? I libri ovviamente, da sempre la massima fonte di cultura e sapere. Il Concilio di Trento pensò a dare un freno anche a questo, creando l’Indice dei Libri Proibiti, una lista di scritti che secondo la Chiesa erano in contrasto con i dettami della Chiesa Cattolica.

È da ricordare un episodio analogo nella storia: i Buecherverbrennungen (roghi di libri) promossi dalla Germania Nazista dal 1933 in poi, con lo scopo di eliminare i testi che si scontravano con l’ideologia nazista. Tutto per plasmare un intero stato sotto un solo e condiviso partito politico.

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Francisco Goya
Il tribunale dell’inquisizione
1812-1814
Accademia di San Fernando a Madrid

Tornando all’Età Moderna, molti sovrani soprattutto dei paesi del Nord-Europa, decisero di opporsi a questa presa di potere violenta della Chiesa, adottando la religione protestante come religione di Stato, o facendo in modo che il sovrano prendesse in mano la materia spirituale nel proprio paese.

Un esempio potrebbe essere Enrico VIII, che nella prima metà del 500 decise di istituire la Chiesa Anglicana, così che, in materia religiosa, l’Inghilterra non dovesse dipendere dalla Chiesa di Roma e dal Papa. L’Inquisizione e l’Indici dei Libri Proibiti non avrebbero più avuto potere nel suo stato.

Con il XVII secolo, la Spagna e l’Italia andarono crollando dal punto di vista culturale e commerciale, poiché la Chiesa teneva la letteratura e i commerci con paesi protestanti sotto il pugno di ferro.

La religione contro Galileo

Ma cosa faceva l’Inquisizione a chi professava ideologie poco ortodosse dal punto di vista cristiano? Prendiamo come esempio Galileo Galilei, colui che teorizzò il sistema eliocentrico insieme a Copernico e Keplero e che è ancora adesso considerato il padre della moderna scienza.

Galilei venne arrestato a causa delle sue comprovate idee che avevano il solo difetto di andare contro le ideologie poste dai dogmi cattolici. Fu probabilmente torturato, minacciato di essere condannato al rogo, la pena riservata agli eretici.

Fu costretto ad abiurare le sue idee per evitare la pena capitale, ma se non altro nel 1992 San Giovanni Paolo II “revocò” la sua condanna, circa 350 anni dopo la morte dello scienziato.

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Cristiano banti
Galileo davanti all’inquisizione
1857.
Carpi, collezione Privata

La fusione moderna

In conclusione, è probabilmente inopportuno che in uno Stato moderno si cada nell’errore di mischiare nuovamente politica e religione poiché in passato, quando i Papi controllavano uno stato sia a livello spirituale che a livello temporale, la piaga della Santa Inquisizione causò un numero inestimabile di condanne a morte.

La libertà di culto è un diritto fondamentale dell’individuo ed è protetto dalla stessa Costituzione italiana. Non bisogna però confondere la dimensione privata con quella pubblica, in particolare nella sfera politica, dove ogni parola diventa retorica, persuasione e propaganda.

Perciò è importante fare chiarezza su coloro che per ottenere più consensi si servono di riferimenti alla religione cattolica, da molti in Italia ancora molto professata, indipendentemente dalla generazione e dalla fascia di età.

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