Crea sito

Siria, anche la guerra civile è in lockdown?

guerra in Siria

La pandemia da Covid-19 ha attirato tutta la nostra attenzione e ha colpito ogni luogo del pianeta. Distrutta da ormai dieci anni di guerra civile, anche la Siria ha dovuto fare i conti con il virus. Ma, mentre il mondo è sottoposto a un lockdown generale, lo scontro tra i ribelli e il presidente al-Assad si è fermato?

A prima vista, il conflitto armato è stato sottoposto a una tregua stretta tra la Russia, i ribelli e il governo siriano. Eppure la situazione sembra costantemente sul punto di esplodere, in particolare a causa dell’ingresso in campo delle forze iraniane e israeliane.

Siria

Il 13 maggio Hassan Nasrallah, rappresentante del partito politico Hezbollah, ha accusato Israele di aver preso di mira con i suoi attacchi diversi luoghi di produzione di missili in Siria. Allo stesso tempo il politico ha negato la presenza di forze iraniane sul territorio siriano con scopo militare, specificando che il loro fine è semplicemente di addestramento.

Fin dal 2011 Israele ha condotto bombardamenti con missili strategici sul suolo siriano. Lo stato israeliano ha sempre ritenuto una forte minaccia per l’equilibrio della zona la presenza iraniana e di Hezbollah.

Con il controllo di Assad sul territorio, Nasrallah ritiene che i bombardamenti israeliani siano motivati dalla paura di futuri attacchi, portando a termine al momento solo “vittore immaginarie”.

Il nuovo fronte

Lo scontro non si è quindi fermato, ma ha spostato il suo asse su fronti differenti, tra Iran e Israele. Lo stato di Hassan Rouhani sta tentando di avvicinarsi il più possibile all’area di influenza avversaria, mentre Israele compie la sua solita tecnica di deterrenza con bombardamenti. La Siria ora riveste il ruolo di semplice campo di battaglia obbligato.

Siria

Il motivo della tensione crescente è la trattativa che Trump ha avanzato per la soluzione del conflitto israelo-palestinese, da lui definita la “proposta del secolo”. Il presidente americano ha indicato l’unione a Israele della Città Vecchia di Gerusalemme e della Cisgiordania.

La proposta non è stata accettata da Nasrallah e nemmeno dall’Unione Europea. Infatti Josep Borrell, il capo della delegazione esteri, ha espresso la volontà di bloccare questa annessione che, secondo il trattato, dovrebbe avvenire a luglio.

Siria
Bombardamenti israeliani verso la Siria

Nonostante la situazione in Siria possa sembrare indirizzata verso una soluzione, ancora una volta quel territorio si trova conteso per uno scopo strumentale. Il dilemma risale a una problematica visione della pace, delineata come assenza di guerra nella tradizione del diritto internazionale. Però, osservando meglio, il conflitto non ha termine e si struttura attraverso tecniche che non rispecchiano quelle tradizionale.

La violenza continua con attacchi mirati, rappresaglie e dinamiche deterrenti. Perciò è sbagliato considerare il conflitto terminato perché, come molti teorici pensavano fin dall’Ottocento, la pace non esiste se la tregua viene siglata già in vista di guerre future.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: