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Gli Stati Uniti non conoscono la libertà

Quella terra d’Occidente, luogo d’origine della Costituzione che ha creato la modernità, è la culla delle più grandi contraddizioni del nostro tempo. Gli Stati Uniti hanno sempre rivestito un ruolo ambiguo nella storia contemporanea: la voce dei cittadini divinizzata e oppressa, la libertà esaltata e mai reale.

In questi giorni, in varie aree degli USA, si sono svolte proteste contro il lockdown da Covid-19. Le manifestazioni sono avvenute quasi esclusivamente in stati governati da democratici e hanno partecipato elettori repubblicani ed estremisti di destra. Durante le rivolte, i cittadini hanno mostrato cartelli che invocavano al pericolo per la Costituzione e la libertà americana. 

Iniziate mercoledì scorso, Donald Trump è stato accusato di aver aizzato questi movimenti. Infatti, mentre le restrizioni sono dovere dei governatori locali, Trump ha twittato più volte “Liberate il Michigan”, “Liberate il Minnesota”, “Liberate la Virginia”.

Come capo dell’esecutivo, ha avuto il ruolo di dettare unicamente le linee guida da seguire, rimanendo libero di criticare le scelte dei singoli governatori. Il suo intento di mobilitazione e di critica sotterranea  si radica nel terreno della campagna elettorale per la rielezione.

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Ciò che fa riflettere, è il continuo riferimento dei manifestanti al concetto di libertà. Nata dalle basi del Bill of Rights, l’idea che ne possiedono gli americani è modellata sullo stampo del liberalismo. Ogni diritto e volontà è creato per l’individuo, posto al centro del mondo. Al di fuori di lui nulla esiste e quanto meno gli interessa. L’uomo deve essere libero di fare, agire, pensare, dire tutto ciò che vuole. Solo negli ultimi anni l’America ha preso coscienza della radicalità di questa visione, domandandosi: dobbiamo davvero lasciare la libertà di acquistare un’arma? È giusto essere liberi di creare fake news senza conseguenze?

L’ambiguità e il paradosso degli Stati Uniti si rivela in tratti essenziali. I manifestanti esaltano l’idea di una nazione che è solo un concetto patriottistico e non concepiscono alcuna visione collettiva. La libertà del loro essere sembra sufficiente a primo impatto, ma è una continua gratificazione che non colma i reali bisogni. La mancanza di una libertà come collettività elimina molte prospettive e diritti che per gli italiani sarebbero essenziali, per esempio il lavoro e la sicurezza. Il bene del singolo è sempre un passo avanti alle necessità dei molti.

L’America è un grande “io”, immerso in un mare di singoli divisi e in perenne conflitto. Una comunità senza alcun “noi”.

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