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The Colouring Book: un museo virtuale tra innovazione dell’arte ed evasione dal lockdown

Museo the colouring book

Di Fabiana Duglio

Da Febbraio 2020, l’accelerazione della diffusione di Covid-19 in diverse parti del mondo ha drasticamente trasformato la quotidianità di milioni di persone. La Lombardia è in stato d’allarme come conseguenza dei primi focolai Europei e ufficialmente in lockdown dall’8 Marzo al recente 4 Maggio. La promozione del distanziamento sociale ha influito sulle politiche domestiche restrittive e sulla libertà personale affinché si generi l’appiattimento della curva del contagio. Le restrizioni hanno portato alla chiusura di negozi e business di beni non-essenziali, ma anche di tutte le istituzioni legate al mondo dell’arte come lo sono i musei. I musei sono un simbolo emblematico della cultura Italiana, attraendo milioni di turisti da tutto il mondo ogni anno ma sono anche parte integrante del tessuto urbano del nostro paese. Ciò nonostante la natura del lockdown ha permesso a forme alternative di museologia di evolvere ed adattarsi a un nuovo pubblico. 

The Colouring Book è un’iniziativa artistica sviluppata da Rossella Farinotti e Gianmaria Biancuzzi di Milano Art Guide, per introdurre le opere di artisti dalle gallerie d’arte direttamente nelle case del pubblico. L’obiettivo del progetto è quello di rendere più piacevole e leggero questo tempo irreale, riconoscendo le nuove necessità del pubblico. Innumerevoli diversi artisti contemporanei Italiani e internazionali hanno contribuito al progetto proponendo fino a trecento schizzi in bianco e nero delle loro opere, disponibili sull’app ufficiale o sul sito milanoartguide.com. Chiunque può stamparli su carta e colorarli a proprio piacimento o farlo direttamente sullo schermo del proprio telefono o tablet attraverso l’app. 

Museo the colouring book

The Colouring Book: un museo contro corrente

La Critica Istituzionale artistica consiste nell’esporre la discrepanza tra l’ideale dell’istituzione museale come entità pubblica e democratica e le pratiche di strumentalizzazione economica e politica che determinano la struttura sociale del museo come entità esclusivista e capitalizzata. L’articolo Lookers, Buyers, Dealers and Makers: Thoughts on Audience di Martha Rosler espone una teoria della Critica Istituzionale affermando che l’arte esposta nelle gallerie la rimuove dalla sfera pubblica, trasferendola in un’estetica privata ed elitista, dove l’imprenditore delle gallerie giudica cosa si possa e non si possa ritenere arte, istituendo canoni artistici limitativi.

Le gallerie che seguono il modello del Cubo Bianco rinforzano il ruolo del pubblico come spettatore, che passivamente guarda le opere d’arte, assorbendo i canoni di accettazione d’arte promossa dalla galleria. Il modello consiste in una galleria caratterizzata da finestre chiuse e il soffitto bianco come risorsa della luce. Il modello promuove la creazione di uno spazio fittizio dove la presenza delle opere è protetta e resa eterna, mentre la consapevolezza della realtà al di fuori di ciò è annullata.  

Tuttavia, The Colouring Book rappresenta un’idea contro-corrente, trasformando la relazione tra l’arte e il pubblico. L’arte si sposta da un ambiente istituzionale direttamente nelle case in quarantena, incrementando le possibilità di inclusività. Anche se sono l’artista e la piattaforma a fornire lo schizzo in bianco e nero, è il pubblico a casa che completa l’opera a seconda della sua interpretazione e idee estetiche, dunque il pubblico diventa ed è membro integrante del processo creativo dell’artista, un attivo contributo del progetto. Martha Rosler promuove l’integrazione tra sfere pubbliche e private, sfidando il modello del Cubo Bianco del museo. Di fatti, gli artisti contemporanei di The Colouring Book sono confluiti insieme per riportare l’arte alla casa, ambiente naturale della quotidianità. 

Milano, come la maggior parte delle città nel mondo, si è trasformata da un caotico centro di dinamica umanità in evoluzione in una città fantasma, dove le persone che la popolavano sono scomparse nelle proprie case e il tempo percepito rimane sospeso in un limbo. Alcuni schizzi sono accompagnati da una descrizione dell’intento dell’artista e in quale modo questo si rapporta alla condizione globale corrente. L’arte permette al pubblico di viaggiare temporaneamente con la mente attraverso realtà alternative – lontano dagli appartamenti chiusi nella città. Vera Portadino descrive il suo schizzo Giardino Prensile

Ho fatto un disegno ispirato a tutte le persone in città, che in questo momento non possono godere del verde, dei fiori che sbocciano, dell’aria aperta. Ė il primo di una serie di giardini prensili che voglio realizzare, giardini portatili in un palmo di mano, con i fiori che stanno sbocciando in questo momento, per tutti coloro che sono chiusi in un appartamento.

L’intento dell’opera è quello di trasportare il pubblico  a tessere un mondo al di là dei muri di casa.

Il futuro dell’arte

Molti si domandano in che modo il Covid-19 cambierà la nostra quotidianità anche dopo lo stato d’allarme. Le nuove pratiche museali e artistiche che determinano l’ambito espositivo delle opere nel museo si sono evolute nell’ includere il nuovo pubblico. In quale modo le gallerie e i musei evolveranno il modo di interagire con il pubblico per promuovere inclusività? The Colouring Book, insieme ad altri progetti ed iniziative artistiche, ha effettivamente creato un ponte tra la quotidianità del pubblico e il processo curatoriale artistico, dunque ridefinendo la percezione di cosa sia l’arte attraverso gli occhi di chi guarda.

Opere: The Colouring Book©

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