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Video sugli Ufo del Pentagono: che conseguenze avranno?

Di Efrem Daniele Pappacena

Dal Quartier Generale del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America, giungono a noi tre nuovi filmati che mettono il punto interrogativo sull’esistenza o meno di altre forme di vita intelligenti, per lo meno sul nostro pianeta.

Come in passato, il primo passo è confermare la veridicità dei video, già avvenuta a settembre 2019. Sue Gough, portavoce del Pentagono, ha dichiarato che “Dopo un’attenta revisione, il dipartimento ha stabilito che la pubblicazione autorizzata di questi video non rivela alcuna capacità o sistema sensibili”, mentre l’ex senatore del Nevada Harry Reid (territorio in cui lo scorso 20 settembre abbiamo assistito all’invasione pacifica alla famosissima base segreta Area 51, fulcro di ogni dibattito cospirazionista), rivela: “Sono contento che il Pentagono stia finalmente pubblicando queste immagini anche se è solalmente la superficie delle ricerche e della documentazione disponibile“.

I video

Di proprietà del US Navy, sono stati intitolati Flir1, Gimbal e GoFast e registrati tra il 2004 e il 2015. Nei filmati si nota un oggetto sferico effettuare manovre veloci e in varie direzioni, come a detta del pilota David Fravour che nel 2004 si imbattè nei misteriosi oggetti comparandoli ad una pallina da ping pong che rimbalza su un muro. Non si è riusciti ad identificare gli oggetti ripresi, ma il dipartimento USA invita a non definirli Ufo poiché potrebbe trattarsi di veicoli sperimentali, droni o semplici palloni aereostatici. I fenomeni aerei osservati nel video restano catalogati come “non identificati”, perciò il dubbio rimane.

Gli Alieni esistono?

In men che non si dica sul web non si parla d’altro, tutti si pongono il quesito e spopola l’hashtag #AlienExist, e c’è chi pensa che questa sia solo una strategia per distogliere l’attenzione dal vero problema della crescente diffusione del CoronaVirus.

Ma se esistessero davvero, che effetti avrebbero sulla nostra realtà? Basti pensare alle conseguenze della rivoluzione scientifica nel Seicento e lo spaesamento conseguente alla scoperta di non essere il centro del Sistema Solare. L’uomo ha dovuto reinventarsi, ripensare a se stesso sotto una nuova luce. La presenza di creature extra-terrestri creperebbe la solidità di una delle più grandi certezze dell’uomo: la sua unicità, l’essere il dominatore e il conquistatore per eccellenza.

In un documentario per Discovery Channel, Stephen Hawking ha dato la sua opinione a riguardo: “Se gli alieni venissero davvero a farci visita, penso che sarebbe come quando Cristoforo Colombo è approdato in America, cioè un momento tragico per i nativi americani. Per compiere un viaggio simile, dovrebbero usare astronavi enormi, costruite sfruttando tutte le risorse del loro pianeta natio. Questi esseri evoluti potrebbero trasformarsi in nomadi, alla ricerca di pianeti da conquistare e colonizzare”.

Il suo giudizio piuttosto drastico e catastrofistico è uno dei possibili scenari avverabili e probabilmente il più amato dal cinema fantascientifico. Eppure il pensare a creature estranee in questo modo ricade in un errore comune dell’uomo, cioè l’immaginare l’estraneo sempre a sua immagine e somiglianza.

Se esistessero, queste creature potrebbero non avere emozioni o averne molte che noi nemmeno conosciamo. Potrebbero assumere forme o linguaggi che nemmeno immaginiamo. Il pensare che possano agire come faremmo noi nei loro panni genera un pregiudizio verso esseri che, magari, vorrebbero semplicemente fare amicizia.

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